
Ci sono andato con un amico (Flaka) che si è aggregato all'ultimo...
Arriviamo alla CR&S con qualche difficoltà dovute al Comune di Settimo Milanese, che ha deciso di spegnere una delle fontane utili come riferimento...
C'è un bel pò dipersone, alcuni "ospiti", ma la maggior parte sono della CR&S: il laboratorio è operativo al 100% e, nonostante la nostra presenza, si continua a lavorare anche questo sabato, tanto per non smentire quanto si dice riguardo ai milanesi...
Entriamo con la timidezza e l'accortezza che si riserva ai tempi di culto, consapevoli di varcare una soglia che non ha equali in tutta Italia. Crepaldi ci accoglie subito dopo aver dato istruzioni ai suoi collaboratori. Ciò che impressiona da subito è la passione che si respira in CR&S: ogni dove si volge lo sguardo si rimane a bocca aperta, dalla moto sistemata "in parete" alle numerosissime locandine incorniciate di eventi motociclistici, gomme, telai, ovunque...
Qui non si fanno moto, qui la moto la si vive!



Crepaldi ci invita a "fare come se fossimo a casa nostra", tirando fuori dalla "scuderia" la VUN che più ci aggrada, ma siamo costretti ad asppettare il suo aiuto per via di quel rispetto reverenziale che già nutriamo per queste opere d'arte. Scegliamo quella gialla e nera, già pronta alla consegna, esattamente come l'ha voluta il suo fortunato proprietario. Crepaldi infatti ci informa che, essendo una produzione artigianale, il cliente può decidere tutti i dettagli della sua VUN, creandola di fatto assieme alla CR&S!
Subito dopo addocchio la VUN P.P.P. (Pronta Per Pista) che è stata a disposizione della stampa specializzata, ma Crepaldi mi invita a fotografarne un'altra, completamente "vergine" (e priva dei danni recati da alcuni giornalisti profani, ndr) alloggiata in un'altra area del capannone. Se la versione stradale (omologata) poteva lasciarmi qualche dubbio estetico riguardante l'impianto luci, la Pronta Per Pista è un colpo di fulmine!
Bellissima!!! :aa:







Della VUN impressionano molte cose. Le quote caratteristiche della moto sono identiche a quelle di un 250 da MotoGP, quindi risulta molto piccola, leggera ed agile. Nonostante questa premessa, anche le gambe dei motociclisti più alti trovano comodo alloggiamento sugli stretti fianchi del serbatoio. Non vi sono, in nessun punto, zone di interferenza. Sul serbatoio si riesce ad esercitare una "presa" con le ginocchia difficilmente riscontrabile su altre moto di serie. Sicuramente ne guadagna la guida!
La posizione delle pedane ed i comandi sono ottimali, e portano a caricare l'anteriore, senza però esagerare. Contrariamente a quanto si possa credere, non mi stupsco affatto che alcuni clienti la usino anche per fare turismo, trovandosi bene e poco affatticati.
Anche la sella, apparentemente molto sportiva, convince come comodità, sostenendo senza essere eccessivamente dura. Inoltre sono convinto che il particolare disegno rechi un certo beneficio....
Il carbonio regna sovrano: tutto quello che solitamente è in plastica è sostituito dalla nobile fibra. Il supporto strumentazione, il cupolino,l'air box prende tutta la lunghezza del codino, anch'esso in carbonio.
Ogni dove volge lo sguardo c'è da perdersi per la pregevole fattura e l'attenzione maniacale del dettaglio.
La piastra centrale ricavata dal pieno denota uno studio approfondito e particolrmente riuscito: avvolge il motore, unisce le travi del telaio, sostiene il telaietto del codino, offre l'attacco del monoammortizzatore Holins e serve come attacco alle pedane, regolabili in tre posizioni!
Non oso pensare a quale altro compito potesse assolvere! :aa:
Parte dell'impianto di lubrificazione trova alloggiamento nel telaio, alla quale base campeggia un serbatoio in alluminio la quale forma richiama il puntale della moto, tra motore e ruota anteriore. Questa ulteriore fine scelta porta ad avere anche il peso dei licquidi molto in basso ed accentrati alla moto.
Anche qui troviamo una coppia di piastre in alluminio ricavate dal pieno che fungono da collegamento tra motore e telaio, supportano il suddetto serbatoio dell'olio e sono l'attacco per la stampella laterale (bellissima e molto "tecnica"); si rivelano anch'esse come un'altra opera di studio particolrmente riuscita.
Anche il forcellone è stupendo, in acciaio, impreziosito dalle regolazioni tensione catena ad eccentrico.
Lo scarico sotto al motore riprende un'idea già sperimentata per abbassare ulteriormente il baricentro, ma ora sembra che se ne siano accorti parecchi altri costruttori... La VUN è decisamente attuale in questa scelta, come in quella di servire il grande disco a margherita da 320 mm con pinze freno Brembo radiali.
Il quadro comandi non ha nulla da invidiare alle moderne supersportive: velocità, contagiri, odometro, orologio, spie di temperatura acqua, pressione olio, cvalletto, folle, frecce, abbaglianti, riserva, fuorigiri, batteria, il tutto in uno strumento piccolo ma ben leggibile. Nella P.P.P. incanta lo strumento della Aviocompositi, tanto essenziale quanto bello.
Frizione a filo e pompa freno assiale per la VUN omologata, con cerchi Marvic forgiati in magnesio. Frizione a comando idraulico magura e pompa radiale brembo 16x18 per la P.P.P., sulla quale spicca anche un bellissimo ammortizzatore di sterzo rotativo della Holins ed i cerchi in carbonio BST.
Anche i classici adesivi diventano una particolarità, essendo scritte interamente in dialetto milanese, "lingua d'origine" della VUN ("uno" nella stessa "lingua").
Simpatiche e piacevoli.



Se non si fosse ancora capito, sia io che Flaka ci siamo "innamorati" di questa splendida moto e speriamo entrambi prima o poi di poter diventare clienti della CR&S.
Sappiate anche che i clienti hanno un loro club, il VUNIC, che vuo, dire "unico" sempre il "lingua madre".
Tutto ciò che si possa scrivere non sarà mai sufficiente per ringraziare Roberto Crepaldi di questa occasione che ha dato con una rara disponibilità e gentilezza.
Grazie Roberto.
Per altre foto Clicca Qui
Comment