[QUOTE=stradivari;3338489]Non da tifoso da avvocato...anche se in ferie e non specializzato tributarista.
Notazione sull'accertamento fatto a Valentino.
Il punto non ? se Vale, in linea teorica, potesse adottare gli stratagemmi che ha approntato (per il tramite dei professionisti da lui incaricati della cosa), quello ? certamente possibile posto che la legge inglese lo permette (il residente paga le tasse solo per i redditi sorti nel territorio britannico), ma ? se la residenza di Rossi sia o meno fittizia.
L'accertamento notificato, infatti, censura proprio la fittiziet? della residenza, dato che gli 007 del fisco, mediante pedinamenti, hanno ritenuto che Vale in realt? risieda - con prevalenza - a Tavuglia.
Il problema ? il medesimo di Capirossi (e se fossi Melandri mi preoccuperei un po'), gi? destinatario di un medesimo provvedimento qualche anno fa (curioso per Capirex ? che la notifica del provvedimento sia avvenuta a Montecarlo e si sia perfezionata proprio mediante la sottoscrizione di Loris...evidentemente fisicamente sul posto!).
In definitiva, se Rossi risieda effettivamente, mediante il criterio della prevalenza (non ? infatti sostenibile che uno se va a trovare i genitori debba per forza risiedere in Italia), o meno certamente io non lo posso sapere, per? il punto centrale della questione ? proprio questo.
non sono d'accordo, l'accertamento di fittizieta' di domicilio o di residenza (non ho ben capito come possa ancora godere del regime di domiciled non resident dopo + di 3 anni di permanenza in UK) e' lo strumento, e non l'obiettivo, della (brillante) indagine della nostra amministrazione fiscale. L'oggetto del contendere non e' infatti (come Rossi vuol far credere) la la titolarita' (inglese o italiana) delle imposte pagate, quanto l'evasione totale di proventi, 60 mln di euro, non dichiarati ne' in italia ne' in UK. La questione residenza o non residenza serve all'amministrazione italiana per prendersi, di forza, la titolarita' dell'indagine, che altrimenti sarebbe nella giurisdizione dell'Inland Revenues. Un comportamento aggressivo e brillante dei nostri, a mio avviso.
Per inciso, se io fossi Rossi preferirei di gran lunga venisse dimostrata la residenza italiana piuttosto che finire nella fauci della giustizia fiscale inglese e rischiare seriamente di passare molti mesi di galera. In Inghilterra non si scherza.
Un ultimo appunto sul monologo: a Rossi sarebbe bastata una sola risposta per fugare qualunque dubbio: quanti soldi ha versato all'Inland Revenues nel periodo in questione, tutto il resto e' fumo negli occhi.
Notazione sull'accertamento fatto a Valentino.
Il punto non ? se Vale, in linea teorica, potesse adottare gli stratagemmi che ha approntato (per il tramite dei professionisti da lui incaricati della cosa), quello ? certamente possibile posto che la legge inglese lo permette (il residente paga le tasse solo per i redditi sorti nel territorio britannico), ma ? se la residenza di Rossi sia o meno fittizia.
L'accertamento notificato, infatti, censura proprio la fittiziet? della residenza, dato che gli 007 del fisco, mediante pedinamenti, hanno ritenuto che Vale in realt? risieda - con prevalenza - a Tavuglia.
Il problema ? il medesimo di Capirossi (e se fossi Melandri mi preoccuperei un po'), gi? destinatario di un medesimo provvedimento qualche anno fa (curioso per Capirex ? che la notifica del provvedimento sia avvenuta a Montecarlo e si sia perfezionata proprio mediante la sottoscrizione di Loris...evidentemente fisicamente sul posto!).
In definitiva, se Rossi risieda effettivamente, mediante il criterio della prevalenza (non ? infatti sostenibile che uno se va a trovare i genitori debba per forza risiedere in Italia), o meno certamente io non lo posso sapere, per? il punto centrale della questione ? proprio questo.
non sono d'accordo, l'accertamento di fittizieta' di domicilio o di residenza (non ho ben capito come possa ancora godere del regime di domiciled non resident dopo + di 3 anni di permanenza in UK) e' lo strumento, e non l'obiettivo, della (brillante) indagine della nostra amministrazione fiscale. L'oggetto del contendere non e' infatti (come Rossi vuol far credere) la la titolarita' (inglese o italiana) delle imposte pagate, quanto l'evasione totale di proventi, 60 mln di euro, non dichiarati ne' in italia ne' in UK. La questione residenza o non residenza serve all'amministrazione italiana per prendersi, di forza, la titolarita' dell'indagine, che altrimenti sarebbe nella giurisdizione dell'Inland Revenues. Un comportamento aggressivo e brillante dei nostri, a mio avviso.
Per inciso, se io fossi Rossi preferirei di gran lunga venisse dimostrata la residenza italiana piuttosto che finire nella fauci della giustizia fiscale inglese e rischiare seriamente di passare molti mesi di galera. In Inghilterra non si scherza.
Un ultimo appunto sul monologo: a Rossi sarebbe bastata una sola risposta per fugare qualunque dubbio: quanti soldi ha versato all'Inland Revenues nel periodo in questione, tutto il resto e' fumo negli occhi.


...non lo condivido......ma tutto sommato mi lascia indifferente, ognuno ? libero di pensare ci? che vuole e poi scriverlo.
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