Originally posted by monikaf
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FALLIMENTO ITALIA...
Nel giorno in cui Cristiano Ronaldo sbarca a Torino, nel giorno in cui il calcio italiano tutto gonfia il petto e qualcuno parla di rinascita e qualcuno si spinge addirittura oltre parlando di nuova et? dell?oro, paragonando questo colpo a quelli degli anni Ottanta quando da Platin? a Maradona, passando per Zico, tutto il meglio del calcio Mondiale giocava in Serie A, il calcio italiano vive l?ennesima giornata buia con il fallimento e la sparizione di due piazze come Cesena e Bari, a cui si aggiunge il processo a Chievo e Parma che rischiano la retrocessione a tavolino in Serie B per illeciti amministrativi e sportivi.
Chiaramente, la notizia che riempie le prime pagine ? la prima, con la foto sorridente di Ronaldo e Agnelli che stringono quella maglietta numero 7 che in pochi giorni ha polverizzato ogni record precedente di vendite. E non potrebbe essere altrimenti, perch? oramai l?apparenza conta pi? della sostanza in Italia. Da anni. Basta guardare chi sta al vertice dello sport italiano per capire il perch??
Gi?, perch? qualcuno si era illuso di voltare completamente con la cacciata di quel Tavecchio brutto, goffo e un po? rozzo e con il colpo di mano con cui l?elegante e sorridente Malag? ha messo le mani sul calcio italiano. Qualcuno, nonostante il pasticciaccio brutto dell?assegnazione dei diritti tv della Serie A per il prossimo triennio ha gridato al nuovo corso puntando su quella pioggia di euro scesa sui grandi club che doveva lavare ogni peccato e ripulire un ambiente che invece ? sporco come e pi? di prima, perch? il problema non ? rappresentato solo dall?uomo al comando, ma da un sistema oramai marcio, al collasso. Un sistema tenuto in piedi da banche e fondi, con la compiacenza di chi governa e che ? disposto a chiudere non uno ma a volte entrambi gli occhi se di mezzo ci sono i grandi club.
Cos?, mentre Bari e Cesena spariscono di scena e l?Avellino gioved? rischia di fare la stessa fine, tutti tifano per la riammissione in Europa League del Milan, fregandosene se chi guidava quella societ? ha barato, aggirando le regole del Fair Play. Fregandosene soprattutto del fatto che il salvataggio in extremis del Milan spedirebbe nell?inferno dei preliminari l?Atalanta e lascerebbe fuori la Fiorentina, ovvero due societ? che hanno i conti in regola e che hanno fatto grandi sacrifici per rispettare le regole. L?Atalanta ? da anni un esempio di gestione. Un esempio vero, non come quel Chievo che Malag? indicava come modello virtuoso da seguire mentre in realt? dietro le quinte per restare a galla venivano truccati i conti con decine e decine di milioni di euro di plus valenze false come una banconota da 25 euro. D?altra parte, l?Inter fa la stessa cosa alla luce del sole e viene pure applaudita, ed i suoi uomini di mercato vengono dipinti come dei geni perch? in poche settimane sono riusciti a mettere a bilancio entro il 30 giugno qualcosa come 45 milioni di euro di plus valenze, indispensabili per rientrare nei parametri del settlement agreement stipulato con la UEFA. Il tutto senza, attenzione, senza cedere alcun big (anzi, acquistando pure giocatori importanti ma spostando i costi di queste operazioni sul prossimo bilancio?), ma cedendo a peso d?oro ragazzini della Primavera con ZERO presenze in prima squadra. Cos?, se la supervalutazione di Zaniolo (4,5 milioni di euro), finito alla Roma nell?ambito dell?operazione che ha portato Naiggolan in nerazzurro, ci pu? anche stare, qualcuno ci dovrebbe spiegare come pu? essere credibile che una societ? come il Genoa (che sta sempre sull?orlo del baratro economico) possa aver realmente speso 15 milioni di euro per prendere dall?Inter Andrei Radu e Federico Valletti. Con meno di quella cifra la Lazio ci ha preso Milinkovic, oppure la coppia Immobile-Luis Alberto. Quindi, tare ? sicuramente bravo, ma vedendo questi conti o al Genoa c?hanno l?anello al naso oppure questa operazione ?puzza? n? pi? n? meno di quelle che hanno fatto finire sotto processo il Chievo e che probabilmente costeranno la retrocessione alla seconda squadra di Verona.
Ma sono anni che va cos?. Sono anni che il calcio italiano e chi lo guida (con il CONI che non vede, non sente e non parla?) fa finta di non vedere quello che succede dietro le quinte oppure che usa due pesi e due misure, perch? certi club sono intoccabili. Cos?, Bari, cesena e Avellino rischiano di sparire, eppure tutte e tre messe insieme hanno meno debiti della Roma, del Milan o dell?Inter, ma sono tutte sacrificabili, perch? ora non hanno pi? un protettore dentro la Federcalcio o in Parlamento. Gi?, perch? quanto Matarrese stava ai vertici della FIGC il Bari non aveva problemi, anzi, la citt? ospitava addirittura un girone dei Mondiali di Italia ?90, grazie ad uno stadio costato oltre 400 miliardi di lire che oltre ad essere una cattedrale nel deserto ? l?esempio lampante degli sprechi che hanno portato sia questo paese che il calcio italiano verso il fallimento. Gi?, perch? quando De Mita era potente l?Avellino che comprava e vendeva le partite nel primo scandalo scommesse si salvava dalla retrocessione con uno schiaffetto di 5 punti di penalizzazione mentre la Lazio che non aveva santi in Paradiso per molto meno si ritrovava in Serie B e con due nazionali squalificati per 2 anni e mezzo. Ora De Mita sta in pensione e l?Avellino rischia di sparire, perch? ha presentato una fidejussione per l?iscrizione al campionato considerata farlocca. Lo era anche quella presentata qualche lustro fa da Sensi, ma in quel caso la Roma era ?parte lesa?, come lo ? nella vicenda dello Stadio di Tor di Valle. Perch? guai a toccare la AS Roma o solo a dubitare della buona fede di chi la guida o della buona salute di una societ? che senza appoggi pi? o meno leciti sarebbe sparita da anni dalla mappa del calcio o, quantomeno, sarebbe stata costretta a dichiarare bancarotta e a ripartire dalla serie inferiore. Ma questo pu? succedere al Bari, al Cesena, oppure al Parma o al Vicenza (tutte costrette a ripartire dalla Serie D), ma non ad una grande. Perch? tanto quelle societ? non hanno alcun potere mediatico e quelle poche migliaia di tifosi non hanno voce in capitolo.
Meglio festeggiare l?arrivo di Cristiano Ronaldo, quindi, meglio chiudere gli occhi sulle operazioni di finanza creativa dell?Inter, sui bilanci di Roma e Milano sul Fair Play finanziario violato o aggirato piuttosto che fare veramente piazza pulita, azzerare tutto e ripartire da zero. Meglio accecare tutti con l?immagine di Mancini che vedere la classifica del ranking FIFA in cui l?Italia ? precipitata addirittura in ventunesima posizione, alle spalle del Senegal, lontana anni luce da Svizzera, Croazia e Belgio che messe insieme non fanno neanche la met? dei tesserati del calcio italiano e che nella loro storia non hanno mai vinto nulla.
Guai a farsi domande sul dove stava e cosa faceva il presidente del Coni mentre il calcio italiano precipitava, mentre i presidenti aggiravano le regole, truccavano i bilanci, aggiravano palesemente il Fair Play dell?Uefa di Platin? ma anche quello imposto per regolamento da Tavecchio con la supervisione del Coni. Meglio puntare i riflettori e fare la morale su un paio di adesivi attaccati su una vetrata di una curva (e visti solo da un fotografo dell?ANSA) piuttosto che su un?azione vigliacca che ha ridotto in coma per mesi un tifoso del Liverpool e che ? stata punita con una trasferta vietata in Europa. Perch? se in Italia si usano i due pesi e due misure, anche a Nyon le cose non vanno diversamente. E allora, viva Cristiano Ronaldo e viva l?ex campionato pi? belle del mondo che grazie all?arrivo del ?fenomeno? ? rinato dalle sue ceneri. Poi, se intorno ci sono solo macerie, societ? tenute in piedi chiss? come e gente che aggira le regole, pazienza. Basta non guardare, basta non puntare i riflettori e spedire all?Inferno Bari e Cesena per dimostrare che da queste parti si fanno le cose in modo serio. Chiaramente, all?italiana?
Fonte sslaziofans.it
Leggetelo che ? molto interessante.
Nel giorno in cui Cristiano Ronaldo sbarca a Torino, nel giorno in cui il calcio italiano tutto gonfia il petto e qualcuno parla di rinascita e qualcuno si spinge addirittura oltre parlando di nuova et? dell?oro, paragonando questo colpo a quelli degli anni Ottanta quando da Platin? a Maradona, passando per Zico, tutto il meglio del calcio Mondiale giocava in Serie A, il calcio italiano vive l?ennesima giornata buia con il fallimento e la sparizione di due piazze come Cesena e Bari, a cui si aggiunge il processo a Chievo e Parma che rischiano la retrocessione a tavolino in Serie B per illeciti amministrativi e sportivi.
Chiaramente, la notizia che riempie le prime pagine ? la prima, con la foto sorridente di Ronaldo e Agnelli che stringono quella maglietta numero 7 che in pochi giorni ha polverizzato ogni record precedente di vendite. E non potrebbe essere altrimenti, perch? oramai l?apparenza conta pi? della sostanza in Italia. Da anni. Basta guardare chi sta al vertice dello sport italiano per capire il perch??
Gi?, perch? qualcuno si era illuso di voltare completamente con la cacciata di quel Tavecchio brutto, goffo e un po? rozzo e con il colpo di mano con cui l?elegante e sorridente Malag? ha messo le mani sul calcio italiano. Qualcuno, nonostante il pasticciaccio brutto dell?assegnazione dei diritti tv della Serie A per il prossimo triennio ha gridato al nuovo corso puntando su quella pioggia di euro scesa sui grandi club che doveva lavare ogni peccato e ripulire un ambiente che invece ? sporco come e pi? di prima, perch? il problema non ? rappresentato solo dall?uomo al comando, ma da un sistema oramai marcio, al collasso. Un sistema tenuto in piedi da banche e fondi, con la compiacenza di chi governa e che ? disposto a chiudere non uno ma a volte entrambi gli occhi se di mezzo ci sono i grandi club.
Cos?, mentre Bari e Cesena spariscono di scena e l?Avellino gioved? rischia di fare la stessa fine, tutti tifano per la riammissione in Europa League del Milan, fregandosene se chi guidava quella societ? ha barato, aggirando le regole del Fair Play. Fregandosene soprattutto del fatto che il salvataggio in extremis del Milan spedirebbe nell?inferno dei preliminari l?Atalanta e lascerebbe fuori la Fiorentina, ovvero due societ? che hanno i conti in regola e che hanno fatto grandi sacrifici per rispettare le regole. L?Atalanta ? da anni un esempio di gestione. Un esempio vero, non come quel Chievo che Malag? indicava come modello virtuoso da seguire mentre in realt? dietro le quinte per restare a galla venivano truccati i conti con decine e decine di milioni di euro di plus valenze false come una banconota da 25 euro. D?altra parte, l?Inter fa la stessa cosa alla luce del sole e viene pure applaudita, ed i suoi uomini di mercato vengono dipinti come dei geni perch? in poche settimane sono riusciti a mettere a bilancio entro il 30 giugno qualcosa come 45 milioni di euro di plus valenze, indispensabili per rientrare nei parametri del settlement agreement stipulato con la UEFA. Il tutto senza, attenzione, senza cedere alcun big (anzi, acquistando pure giocatori importanti ma spostando i costi di queste operazioni sul prossimo bilancio?), ma cedendo a peso d?oro ragazzini della Primavera con ZERO presenze in prima squadra. Cos?, se la supervalutazione di Zaniolo (4,5 milioni di euro), finito alla Roma nell?ambito dell?operazione che ha portato Naiggolan in nerazzurro, ci pu? anche stare, qualcuno ci dovrebbe spiegare come pu? essere credibile che una societ? come il Genoa (che sta sempre sull?orlo del baratro economico) possa aver realmente speso 15 milioni di euro per prendere dall?Inter Andrei Radu e Federico Valletti. Con meno di quella cifra la Lazio ci ha preso Milinkovic, oppure la coppia Immobile-Luis Alberto. Quindi, tare ? sicuramente bravo, ma vedendo questi conti o al Genoa c?hanno l?anello al naso oppure questa operazione ?puzza? n? pi? n? meno di quelle che hanno fatto finire sotto processo il Chievo e che probabilmente costeranno la retrocessione alla seconda squadra di Verona.
Ma sono anni che va cos?. Sono anni che il calcio italiano e chi lo guida (con il CONI che non vede, non sente e non parla?) fa finta di non vedere quello che succede dietro le quinte oppure che usa due pesi e due misure, perch? certi club sono intoccabili. Cos?, Bari, cesena e Avellino rischiano di sparire, eppure tutte e tre messe insieme hanno meno debiti della Roma, del Milan o dell?Inter, ma sono tutte sacrificabili, perch? ora non hanno pi? un protettore dentro la Federcalcio o in Parlamento. Gi?, perch? quanto Matarrese stava ai vertici della FIGC il Bari non aveva problemi, anzi, la citt? ospitava addirittura un girone dei Mondiali di Italia ?90, grazie ad uno stadio costato oltre 400 miliardi di lire che oltre ad essere una cattedrale nel deserto ? l?esempio lampante degli sprechi che hanno portato sia questo paese che il calcio italiano verso il fallimento. Gi?, perch? quando De Mita era potente l?Avellino che comprava e vendeva le partite nel primo scandalo scommesse si salvava dalla retrocessione con uno schiaffetto di 5 punti di penalizzazione mentre la Lazio che non aveva santi in Paradiso per molto meno si ritrovava in Serie B e con due nazionali squalificati per 2 anni e mezzo. Ora De Mita sta in pensione e l?Avellino rischia di sparire, perch? ha presentato una fidejussione per l?iscrizione al campionato considerata farlocca. Lo era anche quella presentata qualche lustro fa da Sensi, ma in quel caso la Roma era ?parte lesa?, come lo ? nella vicenda dello Stadio di Tor di Valle. Perch? guai a toccare la AS Roma o solo a dubitare della buona fede di chi la guida o della buona salute di una societ? che senza appoggi pi? o meno leciti sarebbe sparita da anni dalla mappa del calcio o, quantomeno, sarebbe stata costretta a dichiarare bancarotta e a ripartire dalla serie inferiore. Ma questo pu? succedere al Bari, al Cesena, oppure al Parma o al Vicenza (tutte costrette a ripartire dalla Serie D), ma non ad una grande. Perch? tanto quelle societ? non hanno alcun potere mediatico e quelle poche migliaia di tifosi non hanno voce in capitolo.
Meglio festeggiare l?arrivo di Cristiano Ronaldo, quindi, meglio chiudere gli occhi sulle operazioni di finanza creativa dell?Inter, sui bilanci di Roma e Milano sul Fair Play finanziario violato o aggirato piuttosto che fare veramente piazza pulita, azzerare tutto e ripartire da zero. Meglio accecare tutti con l?immagine di Mancini che vedere la classifica del ranking FIFA in cui l?Italia ? precipitata addirittura in ventunesima posizione, alle spalle del Senegal, lontana anni luce da Svizzera, Croazia e Belgio che messe insieme non fanno neanche la met? dei tesserati del calcio italiano e che nella loro storia non hanno mai vinto nulla.
Guai a farsi domande sul dove stava e cosa faceva il presidente del Coni mentre il calcio italiano precipitava, mentre i presidenti aggiravano le regole, truccavano i bilanci, aggiravano palesemente il Fair Play dell?Uefa di Platin? ma anche quello imposto per regolamento da Tavecchio con la supervisione del Coni. Meglio puntare i riflettori e fare la morale su un paio di adesivi attaccati su una vetrata di una curva (e visti solo da un fotografo dell?ANSA) piuttosto che su un?azione vigliacca che ha ridotto in coma per mesi un tifoso del Liverpool e che ? stata punita con una trasferta vietata in Europa. Perch? se in Italia si usano i due pesi e due misure, anche a Nyon le cose non vanno diversamente. E allora, viva Cristiano Ronaldo e viva l?ex campionato pi? belle del mondo che grazie all?arrivo del ?fenomeno? ? rinato dalle sue ceneri. Poi, se intorno ci sono solo macerie, societ? tenute in piedi chiss? come e gente che aggira le regole, pazienza. Basta non guardare, basta non puntare i riflettori e spedire all?Inferno Bari e Cesena per dimostrare che da queste parti si fanno le cose in modo serio. Chiaramente, all?italiana?
Fonte sslaziofans.it
Leggetelo che ? molto interessante.
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Non so se chi ha scritto ? un giornalista o altro, ha tenuto duro fino a quasi la fine poi non ce l?ha fatta e ha dovuto tirare fuori pure la storia del tifoso del Liverpool.... ahahahahah....
Comunque la Roma quest?anno ? rientrata perfettamente nel FPF con la vendita di Alisson riesce anche ad ottenere una forte plusvalenza che la mette fuori dai limiti di mercato. La Roma ha debiti con Unicredit ma dietro c?? un finanziatore, ora bisogna capire se Bari Avellino e Cesena hanno la stessa situazione.
C?? da capire come fa una societ? come il Bari con il loro bacino di utenza ha fallire, non si tratta di avere santi in paradiso ma di gestire male una squadra...
Infine....perch? questo Lazio fan non parla di Cragnotti...? Del debito spalmato della Lazio...?
Sarebbe stato pi? credibile...
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