Grandi campioni: Kevin Schwantz
Nato da Jim e Shirley Schwantz, il 19 giugno del 1964, si dice che abbia imparato prima ad andare in moto e poi a camminare. Signore e signori, Kevin Schwantz.
Indubbiamente uno dei miti pi? recenti del motociclismo mondiale, Schwantz ? stato ed ?, tutt'oggi l'idolo di migliaia di motociclisti in tutto il mondo tanto che ha dato vita ad una scuola di guida in pista intitolata a suo nome.
Quando il padre lo vide all'opera per la prima volta in circuito, rimase allibito. ?Gli vidi fare cose che non avevo mai visto fare prima?, sono le parole di Jim Schwantz, concessionario e rivenditore di ricambi di moto nonch? padre di Kevin.
Inizia grazie al padre e allo zio di Kevin, una delle carriere del motociclismo sportivo tra le pi? entusiasmanti.
Alle spalle di Kenny c'? un altro mito che fece da talent scout al texano; il tre volte campione del mondo nella classe regina, Barry Sheene.
Kevin fu notato da Barry nel 1986 in occasione di una competizione a cui partecipavano piloti inglesi e americani.
Lo stile del texano salt? subito all'occhio di Sheene che lo volle inserire immediatamente nel mondo delle corse per professionisti.
Lo stile di Kevin era unico. Un misto tra follia e precisione micrometrica. Peter Clifford scrisse una biografia sul campione nel 1994 all'interno del quale si possono leggere le parole di Schwantz:
?Quando iniziai a correre in pista, utilizzai lo stesso stile che adottavo in fuoristrada. Facevo bloccare la ruota posteriore con la conseguenza che il retrotreno si intraversava in curva. Ho pensato che si facesse cos??
Nel 1986 debutta nel motomondiale in sella ad una Suzuki RGB 500 conquistando il suo primo punto iridato. L'anno successivo porta a casa un quinto posto in Spagna come miglior risultato e nell'anno seguente, il 1988, Kevin guida in Giappone con una grinta straordinaria. Vince in gran premio dopo aver lottato con Wayne Gardner ed Eddie Lawson. La prima vittoria mondiale di ?lunghe leve?, soprannominato cos? a causa della sua corporatura; alto oltre un metro e novanta e secco come un ramo.
Divenne famoso per le sue staccate estreme con la ruota posteriore che sbandierava e la moto che si intraversava paurosamente. Il suo metodo per individuare il punto esatto in cui staccare per ultimo era semplice: ?aspetto che la paura cresca e quando si trasforma in visione celestiale inizio a staccare?. Lo stile di Schwantz, per?, non era solo spettacolare. Un collaudatore eccellente anche se la sua irruenza lo rese famoso e pi? di una volta gli imped? di capitalizzare gli sforzi effettuati.
Nel 1989 mette in crisi Wayne Rainey, suo grande rivale e grande amico, ma le troppo frequenti cadute di Kevin rendono vane tutte le fatiche. Quell'anno finisce solo quarto mentre in titolo va al californiano Eddie Lawson.
Il destino di Kevin sembra legato inesorabilmente alle cadute. Negli anni a seguire cambia sponsor e livrea lasciando la celeberrima Suzuki carenata Pepsi per la nuova Suzuki carenata Lucky Strike. La concorrenza di Honda e Yamaha aumenta le difficolt? per vincere il titolo e Schwantz non riesce a vincere il titolo.
Nel 1992 al termine del campionato terminato in quarta posizione assoluta, Kevin decide che ? tempo di mettere la testa a posto e che bisogna scegliere con cura le gare in cui vale la pena di rischiare.
Nell'inverno precedente all'imminente campionato, Kevin si allena e svolge un intenso programma di test con la sua Suzuki. Il campionato del 1993 vede in campo, giganti del calibro di Rainey e Doohan (in fase emergente).
Inizio di campionato fantastico con numerose pole position e cinque podi nelle prime cinque gare di cui tre concluse sul gradino pi? alto.
Purtroppo quel campionato maledetto si chiuder? virtualmente una maledetta domenica in occasione del gran premio d'Italia, a Misano.
Rainey ? in forma e guida come sempre. Entra in curva e qualcosa non va, forse c'era dello sporco in pista. La moto perde l'anteriore e si invola verso una delle scivolate pi? classiche e notoriamente pi? innocue, verso la via di fuga. Rainey resta dietro la moto e la segue sdraiato sulla schiena con i piedi in avanti. Scene gi? viste altre volte.
Finisce l'asfalto e la moto salta sul cordolo per riatterare immediatamente dopo sulla sabbia. Anche Rainey salta sul cordolo ma la sua schiena ne risentir? in maniera drammatica lasciandolo su una sedia a rotelle.
Quello stesso anno Kevin Schwantz vincer? il titolo sostituendo il suo leggendario numero 34 con il numero 1.
L'anno seguente terminer? quarto e nel 1995 finir? solo quindicesimo. Quello stesso anno annuncer? al pubblico il suo abbandono delle corse.
Attualmente Kevin lavora come istruttore presso la scuola di guida sportiva da lui stesso fondata (http://www.schwantzschool.com). Occasionalmente si presta come tester d'eccezzione per la Suzuki con la GSV-R.
motograndprix.com
Nato da Jim e Shirley Schwantz, il 19 giugno del 1964, si dice che abbia imparato prima ad andare in moto e poi a camminare. Signore e signori, Kevin Schwantz.
Indubbiamente uno dei miti pi? recenti del motociclismo mondiale, Schwantz ? stato ed ?, tutt'oggi l'idolo di migliaia di motociclisti in tutto il mondo tanto che ha dato vita ad una scuola di guida in pista intitolata a suo nome.
Quando il padre lo vide all'opera per la prima volta in circuito, rimase allibito. ?Gli vidi fare cose che non avevo mai visto fare prima?, sono le parole di Jim Schwantz, concessionario e rivenditore di ricambi di moto nonch? padre di Kevin.
Inizia grazie al padre e allo zio di Kevin, una delle carriere del motociclismo sportivo tra le pi? entusiasmanti.
Alle spalle di Kenny c'? un altro mito che fece da talent scout al texano; il tre volte campione del mondo nella classe regina, Barry Sheene.
Kevin fu notato da Barry nel 1986 in occasione di una competizione a cui partecipavano piloti inglesi e americani.
Lo stile del texano salt? subito all'occhio di Sheene che lo volle inserire immediatamente nel mondo delle corse per professionisti.
Lo stile di Kevin era unico. Un misto tra follia e precisione micrometrica. Peter Clifford scrisse una biografia sul campione nel 1994 all'interno del quale si possono leggere le parole di Schwantz:
?Quando iniziai a correre in pista, utilizzai lo stesso stile che adottavo in fuoristrada. Facevo bloccare la ruota posteriore con la conseguenza che il retrotreno si intraversava in curva. Ho pensato che si facesse cos??
Nel 1986 debutta nel motomondiale in sella ad una Suzuki RGB 500 conquistando il suo primo punto iridato. L'anno successivo porta a casa un quinto posto in Spagna come miglior risultato e nell'anno seguente, il 1988, Kevin guida in Giappone con una grinta straordinaria. Vince in gran premio dopo aver lottato con Wayne Gardner ed Eddie Lawson. La prima vittoria mondiale di ?lunghe leve?, soprannominato cos? a causa della sua corporatura; alto oltre un metro e novanta e secco come un ramo.
Divenne famoso per le sue staccate estreme con la ruota posteriore che sbandierava e la moto che si intraversava paurosamente. Il suo metodo per individuare il punto esatto in cui staccare per ultimo era semplice: ?aspetto che la paura cresca e quando si trasforma in visione celestiale inizio a staccare?. Lo stile di Schwantz, per?, non era solo spettacolare. Un collaudatore eccellente anche se la sua irruenza lo rese famoso e pi? di una volta gli imped? di capitalizzare gli sforzi effettuati.
Nel 1989 mette in crisi Wayne Rainey, suo grande rivale e grande amico, ma le troppo frequenti cadute di Kevin rendono vane tutte le fatiche. Quell'anno finisce solo quarto mentre in titolo va al californiano Eddie Lawson.
Il destino di Kevin sembra legato inesorabilmente alle cadute. Negli anni a seguire cambia sponsor e livrea lasciando la celeberrima Suzuki carenata Pepsi per la nuova Suzuki carenata Lucky Strike. La concorrenza di Honda e Yamaha aumenta le difficolt? per vincere il titolo e Schwantz non riesce a vincere il titolo.
Nel 1992 al termine del campionato terminato in quarta posizione assoluta, Kevin decide che ? tempo di mettere la testa a posto e che bisogna scegliere con cura le gare in cui vale la pena di rischiare.
Nell'inverno precedente all'imminente campionato, Kevin si allena e svolge un intenso programma di test con la sua Suzuki. Il campionato del 1993 vede in campo, giganti del calibro di Rainey e Doohan (in fase emergente).
Inizio di campionato fantastico con numerose pole position e cinque podi nelle prime cinque gare di cui tre concluse sul gradino pi? alto.
Purtroppo quel campionato maledetto si chiuder? virtualmente una maledetta domenica in occasione del gran premio d'Italia, a Misano.
Rainey ? in forma e guida come sempre. Entra in curva e qualcosa non va, forse c'era dello sporco in pista. La moto perde l'anteriore e si invola verso una delle scivolate pi? classiche e notoriamente pi? innocue, verso la via di fuga. Rainey resta dietro la moto e la segue sdraiato sulla schiena con i piedi in avanti. Scene gi? viste altre volte.
Finisce l'asfalto e la moto salta sul cordolo per riatterare immediatamente dopo sulla sabbia. Anche Rainey salta sul cordolo ma la sua schiena ne risentir? in maniera drammatica lasciandolo su una sedia a rotelle.
Quello stesso anno Kevin Schwantz vincer? il titolo sostituendo il suo leggendario numero 34 con il numero 1.
L'anno seguente terminer? quarto e nel 1995 finir? solo quindicesimo. Quello stesso anno annuncer? al pubblico il suo abbandono delle corse.
Attualmente Kevin lavora come istruttore presso la scuola di guida sportiva da lui stesso fondata (http://www.schwantzschool.com). Occasionalmente si presta come tester d'eccezzione per la Suzuki con la GSV-R.
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