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Le rinnovabili e i costi da dispacciamento :D

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    #46
    Guarda guarda quanti green che saltan fuori

    Tutti benefattori ovviamente che non guardano ai profitti :gaen:



    We want the U.S. economy to be energy efficient and powered by low-carbon energy


    Sono piu' di 600 le compagnie e gli investitori che hanno firmato una lettera aperta al futuro presidente Trump, chiedendogli di sostenere politiche verdi, per fermare le emissioni di CO2, e affinche' gli USA restino firmatari nei trattati di Parigi.

    Fra loro Elon Musk, consigliere speciale di Trump.

    La lettera e' stata scritta a Novembre, subito dopo le elezioni da varie associazioni ambientaliste - fra cui il WWF e Ceres, ma da allora i firmatari sono raddoppiati. Fra loro ci sono assicurazioni, colossi dell'alimentare, ditte di solare ma anche dell chimica e della farmaceutica.

    Starbucks, TetraPack, Allianz, Ebay, IKEA, Levi's, Du Pont, Nike, Johnson and Johnson, Timberland, Unilever, Tiffany, SolarCity, Adobe, Adidas, Kellog, Tesla. Solo per citarne alcuni. Pure conventi di suore e chiese protestanti.

    In totale la lettera rappresenta ditte per $1.15 trillioni di dollari, cioe' 1,150,000 milioni di dollari e danno lavoro a circa 2 milioni di persone. Alcune di queste ditte hanno fatto anche passi piu' forti: si sono impegnate ad usare solo energia green per le loro operazioni.

    Oltre ai business, gruppi di pensione, che invece hanno ancor apiu' soldi da gestire: un totale di
    $2.18 trillioni, cioe; 2,180,000 milioni di dollari.

    L'idea e' che ormai e' da tutto il mondo che Mr. Trump sente di sentirsi dire che deve lavorare contro i cambimenti climatici, che non e' vero che e' una balla dei cinesi. Ma forse se glielo dice gente del mondo del business, invece che gente di scienza o altri politici, allora forse, forse, ascoltera' di piu'.

    Trump e i futuri membri del suo governo infatti sembrano essere sordi e ciechi all'evidenza mondiale, scientifica, e incontrovertible, che il pianeta cambia per collpa nostra.

    E i petrolieri?

    Nessuno di loro ha firnato la lettera, ma e' interessante che l'ente califoniano che fornisce l'e'ettricita nelle nostre case la California utility Pacific Gas and Electric, ha aderito all'iniziativa. Anzi, la ditta da sapere che la California intende essere un leader mondiale nella transizione post-petrolio e pro-energia rinnovabile.

    E poi c'e' Mr. Elon Munsk.

    L'uomo piu amato del tech, consigliere strategico di Trump.

    Chissa' se non ci sente dal lato dell'ambiente, e di cosa e' giusto e non giusto fare, magari ci sentira' dal lato del vile denaro.


    More than 600 U.S. companies and investors have signed an open letter asking President-elect Donald Trump and other political leaders to support policies and investments in a low-carbon future. They also urged Trump to keep America in the Paris climate agreement. “We want the U.S. economy to be energy efficient and powered by low-carbon energy,” […]





    Maledetti green delkazzo
    Last edited by arabykola; 18-01-17, 09:33.

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      #47
      Non so ad oggi quanto sia l'incidenza della compnente A3 per il finanziamento alle energie rinnovabili, ma qualche anno fa eravamo intorno al 18% della spesa totale in bolletta, circa un centinaio d'euro l'anno per un utente medio con consumi di circa 3000 Kwh/anno.

      Mi sembra una spesa un po troppo onerosa che si ripercuote sulle tasche di tutti gli italiani ma soprattutto per le aziende energivore!!
      Last edited by TommySan; 18-01-17, 10:36.

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        #48
        In talcaso si pu? valutare un generatore casalingo a pellet
        Last edited by arabykola; 18-01-17, 11:34.

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          #49
          Originally posted by arabykola View Post
          In talcaso si pu? valutare un generatore casalingo a pellet
          sabato mi arrivano altri 5 qtli di legna...e vado a 22
          che dici bastano per le bistecche di quest'inverno???


          fine gennaio mi tocca riordinare 3 pancali di pellet (210 sacchi da 15) per calcoli sulla nuova casa completamente errati...

          altro che metano che apri e ne prendi quanto serve...noi siamo pianificatori e paghiamo in anticipo...

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            #50
            Il sistema tranviario della citta' di Melbourne, Australia, sara' interamente alimentato dall'energia solare, grazie a impianti fotovoltatici nel nord della regione di Victoria.

            I tram sono fra le icone piu' popolari a Melbourne, un po come a San Francisco, ed averli alimetati dal sole e' anche simbolico di cio' che lo stato di Victoria intende fare nel futuro.

            Gli obiettivi dello stato di cui Melbourne fa parte ed e' la capitale sono semplici.

            Vogliono generare il 40% di energia rinnovabile entro il 2025, e ridurre le emissioni di carbone a zero nel 2050 -- si a zero.

            Il treno solare e' un passo verso tale obitettivo.

            Grazie al sole che spingera' i vagoni sulle rotaie saranno infatti eliminate 80mila tonnellate di CO2 l'anno. E come bonus, verranno creati 300 posti di lavoro e ci saranno 150 milioni di dollari australiani di investimento.

            Il primo impianto solare che alimentera' i tram della citta' sara' appaltato nel 2017 e sara' in azione entro la fine del 2018. Generera' 75MW di energia di cui 35 verranno usati per alimentare i 410 treni di Melbourne.

            Il ministro dell'energia, Lily D'Ambrosio dice che useranno il loro potere di acquisto a grande scala per abbassare i costi, per promuovere l'energia rinnovabile e creare lavoro. Aggiunge di volere che lo stato di Victoria diventi leader mondiale nei cambiamenti cliamtici. Dice anche che presto verra' aumentata la tariffa minima che il governo paga a chi genera elettrica e la immette in rete, passera' da 5 centesimi a kilowattora a 6 centesimi. In passato e' stato anche 6.2 centesimi.
            Lo stato di Victoria e' gia' molto progressista sul tema ambiente: hanno di recente iniziato la costruzione di nuove centrali a vento nel nord-della regione, a Kiata, e ai piedi del Mt Gellibrant.

            La vecchia centrale a carbone Hazelwood invece verra' chiusa: aveva generato il 25% dell'energia dello stato di Victoria. Anche un altro impianto a carbone, il cosiddetto Loy Yang B che produce il 17% dell'energia dello stato e' destinato alla chiusura.

            E poi nel 2012 avevano gia' vietato il fracking in tutto lo stato.

            E quindi eccoci qui: uno stato lontano che vieta le trivelle, chiude le centrali a carbone e decide che i treni andranno al sole.



            Melbourne's trams to be solar powered

            Government Renewable Energy Purchasing - DELWP

            Two New Wind Farms For Victoria | Premier of Victoria

            Ma noi coi pellet siamo pi? furbi

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              #51
              Ci ho viaggiato un anno sui tram di Melbourne... 1997


              Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk

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                #52
                ma a Bologna come ? finita col Civis?

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                  #53
                  a Bo..li facciamo viaggiare...a nebbia

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                    #54
                    Originally posted by Carapintadas View Post
                    a Bo..li facciamo viaggiare...a nebbia
                    perch? viaggiano pure ?

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                      #55
                      Originally posted by interceptor79 View Post
                      ma a Bologna come ? finita col Civis?
                      Boh

                      In compenso stan costruendo il trenino che collega il centro all aereoporto

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                        #56
                        con quei soldi sarebbe venuta la metropolitana di cui Bologna avrebbe avuto bisogno totale

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                          #57
                          A me lo dici ? Bah...

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                            #58
                            Originally posted by schwarz View Post
                            perch? viaggiano pure ?
                            ci provano...a tentoni:gaen:

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                              #59
                              Io ho lavorato sia per fotovoltaico che idroelettrico.
                              Onestamente tutto sto astio per questo tipo di energie non lo capisco...meglio una cwbtrale nucleare con tutti i rischi connessi e comunque legata ad un combustibile che devo andare a cercare ed estrarre?
                              Sono d'accordo che il sistema attuale non ? corretto, ma sentire parlare di nucleare (come l'attuale) ed idrogeno non mi piace. Comunque pure l'idrogeno non lo trovo cos? facilmente in natura (fermo restando che l'idrogeno ? un vettore di enegia non una fonte)

                              Inviato dal mio LG-D855 utilizzando Tapatalk

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                                #60
                                Asia Super Grid: la super rete elettrica rinnovabile di Russia, Cina, Giappone e Corea del Sud




                                I rappresentanti di Cina, Giappone, Corea del Sud e Russia

                                all'accordo per la creazione dell'Asia Super Grid

                                Settembre 2016, Tokyo














                                La prova che le rinnovabili sono il futuro e' qui: a Settembre 2016 i rappresentanti di quattro nazioni si sono incontrati a Tokyo per firmare un accordo per la creazione della Asia Super Grid.

                                E' un progetto rivoluzionario per tanti versi : una nuova, gigantesca rete elettrica alimentata da sole e vento che colleghera' Cina, Russia, Giappone e Corea del Sud.

                                Assieme fanno circa un miliardo e settecentomila persone che potrebbero avere la rete elettrica fatta solo di rinnovabili. Le quattro di cui sopra rapprensentano anche il 77% del consumo totale di elettricita' di tutta l'Asia.

                                L'idea futuristica nacque nel dopo Fukushima del 2011, grazie a Masayoshi Son Masayoshi, fondatore dell'impero SoftBank Group di Giappone che dopo il disastro nucleare della sua naizone decise di fare qualcosa e creo' il suo Renewable Energy Institute come incubatore di idee e di analisi dati per le rinnovabili.

                                Il signor Masayoshi aveva una visione ben chiara: la transizione verso le rinnovabili, usando come fonte il deserto del Gobi in Cina, con il suo enorme potenziale in termini di sole di vento. A beneficiarne le quattro superpotenze del circondario. Le stime erano che dal deserto del Gobi

                                Gobi Desert in China, this would create the equivalent energy produced by thousands of nuclear reactors. The plan would interconnect grids across different regions, nations, and continents, and would generate over 10 gigawatts of electricity.

                                Era sicuramente una idea grandiosa, tecnicamente e geo-politicamente difficile, e forse destinata a restare tale. Cina e Giappone sono spesso in attrito fra loro, a causa di anni e anni di ostilita' piu' o meno aperte.

                                E quindi questa Asia Super Grid avrebbe portato sole e vento per l'elettricita' , e magari anche un po di coesistenza fra nazioni.

                                E poi un piccolo miracolo.

                                Dopo avere annunciato questo intento, la Korea Electric Power Company e la State Grid Corporation di China contattarono Mr. Masayoshi, dicendogli di essere interessati a questa super rete elettrica Anche i russi si mostrarono disponibili, e la PSJC Rosseti, ente elettrico di Mosca decise di partecipare.

                                Il progetto e' ora concreto -- durante l'incontro di Tokyo del Settembre 2016 Masayoshi annuncia che la sua idea per l'Asia Super Grid sara' realta'.

                                Come hanno fatto in questi anni?

                                Un passo alla volta e facendo quello che si poteva fare, progressivamente, e diventando piu' ambiziosi con gli obiettivi.

                                Intanto nel 2011 in Giappone, Mr. Masayoshi crea dei centri di generazione elettrica dalle rinnovabili che fanno capo alla sua ditta - SoftBank Group. Ad oggi operano 33 centrali di energia solare ed eolica sparsi per il Giappone.

                                Poi Mr. Masayoshi inizio' a guardare fuori dal Giappone, prima fra tutti alla Mongolia e al suo potenziale eolico. Assieme a una ditta mongola, la Newcom, Masayoshi fonda Clean Energy Asia per sfruttare il vento del deserto del Gobi. Sorgono anche qui campi eolici. E poi la partnership con la Bharti Enterprises di India, che porta alla creazione di Cleantech, per la cooperazione India-Giappone e infine con la Foxconn di Taiwan.

                                Ma come collegare tutte queste ditte e progetti locali fra loro e creare una rete integrata?

                                Era al difuori della possibilita' di una persona sola, appunto di Mr. Masayoshi.

                                Come detto sopra, il miracolo e' quando arrivano in scena Mr. Liu Zhenya, ex dirigente della State Grid Corporation of China, l'ente che gestisce la rete pubblica di Cina, Mr. Hwan-Eik Cho, della Korea Electric Power e la Rosseti di Russia a studiare la potenzialita' di questa rete integrata.

                                A Settembre 2016 decidono che si, si puo. E ora si parte con progetti per mandare il vento della Mongolia al Giappone, grazie a cavi sottomarini, e di idroelettrico russo che potrebbe essere mandato a sud. I percorsi sono stati soprannominati "Golden Ring".

                                I vantaggi sono molti: avere una rete integrata fa si che i momenti di picco da una parte del mondo possano essere bilanciati da momenti di minor uso elettrico altrove, grazie ai fusi orari, alle diverse tradizioni; di dare maggior impulso alla generazione di energia pulita, avendo creato una sorta di "mercato unico".

                                La speranza e' di eliminare la dipendenza dalle fossili e dal nucleare.

                                E i costi? Secondo gli studi preliminari fatti prima dell'accordo di Settembre il costo per generare e mandare l'elettricita' dalla Russia o dalla Mongolia al Giappone costera' lo stesso, o di meno dell'attuale costo per la generazione di elettricita' dalle centrali a carbone.

                                Ci saranno problemi, anche ambientali? Certo. Ogni cosa che l'uomo fa ci sono degli impatti e delle conseguenze, ma io credo in questo caso che scappare dalle fonti fossili, carbone, petrolio e dal nucleare, sia un passo importante, e che l'effetto finale sara' sicuramente in positivo per l'ambeinte, per le minori emissioni di CO2 in atmosfera e per i polmoni e la pace mentale di chi si ritrova a vivere vicino a raffinerie e reattori.

                                Se possiamo farlo in Asia, lo possiamo fare dappertutto.




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                                E niente, questi cagakazzi di green non ci mollano proprio

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