Nei giorni passati....ci sono state diverse scosse di terremoto importanti.
Mi stavo documentando sul sito dell'IGV e da altre parti....ho trovato un articolo che mi ha fatto pensare.
Senza creare allarmismi, senza aver la presunzione di pensare ad un'equazione di ripetibilit? ciclica......secondo me a livello di prevenzione nelle zone sismiche non si ? fatto nulla!
Sta di fatto che in zona Sulmona/Valle Peligna negli ultimi giorni ci sono state almeno 3 scosse oltre i 3? Richter.
Articolo del 2009
Una frase in diretta alla radio scatena il panico nella Valle Peligna. ?Ci aspettiamo che a Sulmona possa verificarsi un terremoto simile a quello dell?Aquila, magari tra uno o 10 anni?.
Le parole del geologo Antonio Moretti, docente della facolt? di Scienze ambientali e componente del gruppo nazionale Difesa dai terremoti, hanno l?effetto di una bomba. La citt?, gi? provata dalla psicosi del terremoto aquilano, reagisce con rabbia e rinnovata paura. Alla trasmissione ?Radio anch?io?, su Radio 1 Rai, telefona il presidente del consiglio comunale di Sulmona, Nicola Angelucci che protesta per il procurato allarme (vedi altro servizio in pagina).
Professor Moretti, si rende conto di aver provocato un pandemonio con le sue dichiarazioni?
?Ma quale allarmismo! Io credo che non si possa far finta di niente, bisogna lavorare alla prevenzione, altrimenti ? come disinteressarsi dei possibili rischi. La polemica non serve a niente, e senza creare panico diamo semplicemente le informazioni utili e cerchiamo di essere pronti in caso di una probabile scossa. Sia chiaro, non prevediamo un terremoto. Quelli che dicono di poterlo prevedere sono dei delinquenti. Dire, per?, che nei prossimi duecento anni ci sar? un sisma ? una sicurezza. Quindi, anche se nessuno prevede il terremoto, si possono per? notare i segni di aumento di rischio. A Sulmona non ci sono segnali, ma teniamo la situazione sotto controllo. In caso di scosse, per esempio, ? preferibile dormire fuori e poi, dopo una notte, rientrare in casa?.
Ci spieghi meglio su cosa si fonda la sua previsione.
?Le previsioni sull?area di Sulmona sono legate alle due strutture sismotettoniche, le cosiddette grandi faglie lunghe dai 20 ai 40 chilometri, che sono collegate. Una di esse parte da Amatrice e finisce ad Arischia, poi ne parte un?altra che passa per monte Pettino, L?Aquila, Barisciano e Navelli. Questi sono due pezzi che si muovono insieme. Infatti, prima ? arrivata la scossa forte all?A quila, poi la seconda a Montereale, pi? debole per?, perch? aveva scaricato l?energia nel 1950?.
Cosa c?entra Sulmona? ?Sulmona ? una struttura indipendente che lavora sulla Maiella, come fronte avanzato. ? una struttura carica perch? dal 1706 non ha fatto registrare grossi terremoti. Gi? allora, e non ? stato il primo caso, si ? registrato un collegamento tra le due faglie. Un sisma interess? L?Aquila nel 1703. Tre anni dopo scaric? su Sulmona?.
Quindi, secondo lei, sar? inevitabile che arrivi un terremoto in un arco di tempo cos? ristretto?
?Scaricando lo stress sull?Aquila, piano piano lo sforzo si carica sulla struttura adiacente. In genere c?? uno sfasamento di qualche anno e dipende dal tempo di rilassamento della astenosfera, il cosiddetto visco elastico. Queste sono cose che studiano i fisici. Vi ? la possibilit?, e non stiamo lanciando un allarme, che in un lasso di tempo da uno a 10 anni possa verificarsi un sisma?. A questo punto cosa si dovrebbe fare secondo lei? ?Noi abbiamo la possibilit? di intervenire sulla struttura, studiarla, caratterizzare la sorgente sismica - cio? dov?? la faglia - studiare i fenomeni precursori, usando per esempio i sensori di radon che possono studiare le deformazioni lente del suolo. Si possono studiare l?andamento della microsismicit? e il rapporto Vp/Vs tra le velocit?. Ci sono tanti fenomeni, insomma, e abbiamo tempo per prepararci e fare informazione sulla popolazione?.
In un momento cos? delicato non ritiene che sia stato inopportuno fare una previsione del genere in diretta alla radio?
?C?? differenza tra informazione e terrorismo. Noi abbiamo molti mezzi tecnici per studiare una sorgente sismica. In Italia ce ne sono tante, centinaia, e non possiamo controllarle tutte, dobbiamo concentrare le energie sulle pi? probabili. Questa iniziativa dovrebbe essere presa dalla Provincia o dalla Regione. Domani i ricercatori del mondo saranno qui e poi fra tre mesi se ne andranno. Noi abbiamo bisogno, invece, di una struttura locale che studi il fenomeno. Dobbiamo usare questo terremoto per il futuro e poi perch? queste informazioni possono essere utilizzate in maniera utile?.
http://ilcentro.gelocal.it/laquila/c...ulmona-1617124
Mi stavo documentando sul sito dell'IGV e da altre parti....ho trovato un articolo che mi ha fatto pensare.
Senza creare allarmismi, senza aver la presunzione di pensare ad un'equazione di ripetibilit? ciclica......secondo me a livello di prevenzione nelle zone sismiche non si ? fatto nulla!
Sta di fatto che in zona Sulmona/Valle Peligna negli ultimi giorni ci sono state almeno 3 scosse oltre i 3? Richter.
Articolo del 2009
Una frase in diretta alla radio scatena il panico nella Valle Peligna. ?Ci aspettiamo che a Sulmona possa verificarsi un terremoto simile a quello dell?Aquila, magari tra uno o 10 anni?.
Le parole del geologo Antonio Moretti, docente della facolt? di Scienze ambientali e componente del gruppo nazionale Difesa dai terremoti, hanno l?effetto di una bomba. La citt?, gi? provata dalla psicosi del terremoto aquilano, reagisce con rabbia e rinnovata paura. Alla trasmissione ?Radio anch?io?, su Radio 1 Rai, telefona il presidente del consiglio comunale di Sulmona, Nicola Angelucci che protesta per il procurato allarme (vedi altro servizio in pagina).
Professor Moretti, si rende conto di aver provocato un pandemonio con le sue dichiarazioni?
?Ma quale allarmismo! Io credo che non si possa far finta di niente, bisogna lavorare alla prevenzione, altrimenti ? come disinteressarsi dei possibili rischi. La polemica non serve a niente, e senza creare panico diamo semplicemente le informazioni utili e cerchiamo di essere pronti in caso di una probabile scossa. Sia chiaro, non prevediamo un terremoto. Quelli che dicono di poterlo prevedere sono dei delinquenti. Dire, per?, che nei prossimi duecento anni ci sar? un sisma ? una sicurezza. Quindi, anche se nessuno prevede il terremoto, si possono per? notare i segni di aumento di rischio. A Sulmona non ci sono segnali, ma teniamo la situazione sotto controllo. In caso di scosse, per esempio, ? preferibile dormire fuori e poi, dopo una notte, rientrare in casa?.
Ci spieghi meglio su cosa si fonda la sua previsione.
?Le previsioni sull?area di Sulmona sono legate alle due strutture sismotettoniche, le cosiddette grandi faglie lunghe dai 20 ai 40 chilometri, che sono collegate. Una di esse parte da Amatrice e finisce ad Arischia, poi ne parte un?altra che passa per monte Pettino, L?Aquila, Barisciano e Navelli. Questi sono due pezzi che si muovono insieme. Infatti, prima ? arrivata la scossa forte all?A quila, poi la seconda a Montereale, pi? debole per?, perch? aveva scaricato l?energia nel 1950?.
Cosa c?entra Sulmona? ?Sulmona ? una struttura indipendente che lavora sulla Maiella, come fronte avanzato. ? una struttura carica perch? dal 1706 non ha fatto registrare grossi terremoti. Gi? allora, e non ? stato il primo caso, si ? registrato un collegamento tra le due faglie. Un sisma interess? L?Aquila nel 1703. Tre anni dopo scaric? su Sulmona?.
Quindi, secondo lei, sar? inevitabile che arrivi un terremoto in un arco di tempo cos? ristretto?
?Scaricando lo stress sull?Aquila, piano piano lo sforzo si carica sulla struttura adiacente. In genere c?? uno sfasamento di qualche anno e dipende dal tempo di rilassamento della astenosfera, il cosiddetto visco elastico. Queste sono cose che studiano i fisici. Vi ? la possibilit?, e non stiamo lanciando un allarme, che in un lasso di tempo da uno a 10 anni possa verificarsi un sisma?. A questo punto cosa si dovrebbe fare secondo lei? ?Noi abbiamo la possibilit? di intervenire sulla struttura, studiarla, caratterizzare la sorgente sismica - cio? dov?? la faglia - studiare i fenomeni precursori, usando per esempio i sensori di radon che possono studiare le deformazioni lente del suolo. Si possono studiare l?andamento della microsismicit? e il rapporto Vp/Vs tra le velocit?. Ci sono tanti fenomeni, insomma, e abbiamo tempo per prepararci e fare informazione sulla popolazione?.
In un momento cos? delicato non ritiene che sia stato inopportuno fare una previsione del genere in diretta alla radio?
?C?? differenza tra informazione e terrorismo. Noi abbiamo molti mezzi tecnici per studiare una sorgente sismica. In Italia ce ne sono tante, centinaia, e non possiamo controllarle tutte, dobbiamo concentrare le energie sulle pi? probabili. Questa iniziativa dovrebbe essere presa dalla Provincia o dalla Regione. Domani i ricercatori del mondo saranno qui e poi fra tre mesi se ne andranno. Noi abbiamo bisogno, invece, di una struttura locale che studi il fenomeno. Dobbiamo usare questo terremoto per il futuro e poi perch? queste informazioni possono essere utilizzate in maniera utile?.
http://ilcentro.gelocal.it/laquila/c...ulmona-1617124
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