Ci sono testi di canzoni che non sono scritti pensando alle moto ma che poi ti accorgi che possono andare benissimo. Se permettete, ve ne propongono uno che ? stato scritto da un cantautore che non h neppure la patente. Con una dedica particolare per Williams che la moto (lo dice lui) la usa solo per andare in pista. Non sa cosa si perde sulle lunghe distanze anche se le mie, purtroppo, si esauriscono in un fine settimana.
La ragazza dietro al banco mescolava birra chiara e Seven Up
e il sorriso da fossette e denti era da pubblicit?
come i visi alle pareti di quel piccolo autogrill
mentre i sogni miei segreti li rombavano via i TIR
Bella di una sua bellezza acerba, bionda senza averne l?aria
quasi triste come i fiori e l?erba di scarpata ferroviaria,
il silenzio era scalfito solo dalle mie chimere
che tracciavo con un dito dentro ai cerchi del bicchiere.
Basso il sole all?orizzonte colorava la vetrina
e stampava lampi e impronte sulla pompa da benzina,
lei specchio alla soda fountain quel suo viso da bambina
ed io ?. sentivo un?infelicit? vicina.
Vergognandomi ma solo un poco appena,
misi un disco nel juke box
per sentirmi quasi in una scena di un film vecchio della Fox
ma per non gettarle in faccia qualche inutile clich?
picchettavo un ind? in latta di una scatola di t?.
Ma nel gioco avrei voluto dirle:
?Senti, senti, io ti vorrei parlare ?.?
poi, prendendo la sua mano sopra il banco:
?Non so come cominciare; non la vedi, non la tocchi
oggi la malinconia?
Non lasciamo che trabocchi, vieni, andiamo, andiamo via.?
Termin? in un cigolio il mio disco d?atmosfera,
si sent? uno sgocciolio in quell?aria al neon e pesa,
sovrast? l?acciottolio quella mia frase sospesa ed io ?
ma poi arriv? una coppia di sorpresa.
E in un attimo, ma come accade spesso
cambi? il volto di ogni cosa,
cancellarono di colpo ogni riflesso le tendine in nylon rosa,
mi chiam? la strada bianca, ?Quant???? chiesi e la pagai,
le lasciai un nickel di mancia, presi il resto e me ne andai.
La ragazza dietro al banco mescolava birra chiara e Seven Up
e il sorriso da fossette e denti era da pubblicit?
come i visi alle pareti di quel piccolo autogrill
mentre i sogni miei segreti li rombavano via i TIR
Bella di una sua bellezza acerba, bionda senza averne l?aria
quasi triste come i fiori e l?erba di scarpata ferroviaria,
il silenzio era scalfito solo dalle mie chimere
che tracciavo con un dito dentro ai cerchi del bicchiere.
Basso il sole all?orizzonte colorava la vetrina
e stampava lampi e impronte sulla pompa da benzina,
lei specchio alla soda fountain quel suo viso da bambina
ed io ?. sentivo un?infelicit? vicina.
Vergognandomi ma solo un poco appena,
misi un disco nel juke box
per sentirmi quasi in una scena di un film vecchio della Fox
ma per non gettarle in faccia qualche inutile clich?
picchettavo un ind? in latta di una scatola di t?.
Ma nel gioco avrei voluto dirle:
?Senti, senti, io ti vorrei parlare ?.?
poi, prendendo la sua mano sopra il banco:
?Non so come cominciare; non la vedi, non la tocchi
oggi la malinconia?
Non lasciamo che trabocchi, vieni, andiamo, andiamo via.?
Termin? in un cigolio il mio disco d?atmosfera,
si sent? uno sgocciolio in quell?aria al neon e pesa,
sovrast? l?acciottolio quella mia frase sospesa ed io ?
ma poi arriv? una coppia di sorpresa.
E in un attimo, ma come accade spesso
cambi? il volto di ogni cosa,
cancellarono di colpo ogni riflesso le tendine in nylon rosa,
mi chiam? la strada bianca, ?Quant???? chiesi e la pagai,
le lasciai un nickel di mancia, presi il resto e me ne andai.
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