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Il Castello delle Cerimonie confiscato per abusi edilizi

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    #1

    Il Castello delle Cerimonie confiscato per abusi edilizi

    Il programma in onda su Real Time da diversi anni adesso è a rischio cancellazione: cosa potrebbe succedere

    Il Castello delle Cerimonie chiude e con lui si chiude un'epoca. Mai più nuove puntate di uno dei programmi più trash della televisione italiana su Real Time o su altre reti, mai più abiti esagerati e mai più la famiglia Polese e i suoi istrionici componenti in tv.

    A chiudere infatti non è solo il Castello delle Cerimonie in quanto trasmissione televisiva, ma proprio il ristorante La Sonrisa. Ovvero il vero castello delle cerimonie. Il motivo è strettamente legato all'attualità e non c'entra con crisi economiche di varia natura.

    Il ristorante La Sonrisa è infatti stato confiscato. La confisca riguarda tanto i terreni quanto gli immobili, quindi tutto il complesso del Castello delle Cerimonie. Il provvedimento è datato 2016, ma è diventato esecutivo solo adesso e riguarda abusi edilizi su un'area di circa 40mila metri quadrati messi in atto sin dal 1979. Insomma, non si può certo dire che tutto sia stato repentino e avvenuto in segreto. Anzi, l'occhio delle telecamere ha sempre indagato eccome. Eppure si è arrivati solo oggi alla confisca.

    A finire nei guai era stata Rita Greco nel 2016, anno della sentenza emessa dal Tribunale di Torre Annunziata: la moglie ormai defunta dell'altrettanto scomparso don Antonio Polese era stata condannata a un anno di reclusione con pena sospesa. Con lei aveva ricevuto la stessa condanna anche Agostino Polese, ovvero lo "zio Agostino" nel programma tv.

    Adesso cosa succede? Terreni e immobili sono confiscati e, dopo il dovuto iter burocratico, passeranno nelle disponibilità del Comune di Sant'Antonio Abate. Il dato di fatto è che potrebbe realmente essere finita in questo modo un'epoca televisiva. Anche se, trattandosi di fatto di un’attività imprenditoriale che quindi dà lavoro ad una serie di figure professionali, potrebbe essere mantenuta l’attività per garantire la continuità occupazionale a chi lavora per la struttura e per garantire i contratti già in essere. Compresi quelli televisivi.

    notizia da: quotidiano.net

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    #2
    Vabè solo edilizi? Secondo me più che altro interessava qualcuno rilevare il business a gratis..... 💁‍♂️😂

    ​​​​​

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      #3
      Originally posted by Funik View Post
      Vabè solo edilizi? Secondo me più che altro interessava qualcuno rilevare il business a gratis..... 💁‍♂️😂

      ​​​​​
      O qualcuno forse in quel businness c'è sempre stato...... e lo vuole tutto per sè...

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        #4
        Peccato.. era un programma con una certa CLASSE e ELEGANZA

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          #5
          Basta dire ce si è ROM o clandestini e lo si può occupare senza problemi. Poi si riprendono le trasmissioni

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            #6
            Originally posted by Lele-R1-Crash View Post
            Basta dire ce si è ROM o clandestini e lo si può occupare senza problemi. Poi si riprendono le trasmissioni
            Da quel che leggo cambia la proprietà diventa del comune, ma continueranno a mantenere gli impegni presi....non ci sarà Polese

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              #7
              Originally posted by Lele-R1-Crash View Post
              Basta dire ce si è ROM o clandestini e lo si può occupare senza problemi. Poi si riprendono le trasmissioni
              CHe poi lo stile non cambierebbe molto eh...

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                #8
                Originally posted by omarMT01 View Post

                Da quel che leggo cambia la proprietà diventa del comune, ma continueranno a mantenere gli impegni presi....non ci sarà Polese
                AH bene.. quindi tutto regolare... che i comuni di quelle zone non hanno mai influenze o ingerenze 'esterne'


                E i polese e DONNA IMMA e tutta quella gente che non sa l'italiano manco sforzandosi che fine fanno? Galera o?

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                  #9
                  Mi viene da pensare che evidentemente gli equilibri interni alle "organizzazioni" e le alleanze varie tra loro sono cambiate, così il procedimento per abuso edilizio è saltato fuori, visto che tale abuso è evidente da anni e non è spuntato solo ieri come i funghi.....

                  Giusto per capire meglio di che si tratta riporto un articolo giornalistico del 2016 illuminante sul tipo di affari e interessi legata al business in questione.



                  Camorra, il “Boss delle cerimonie” querela e perde. Collegare la “Sonrisa” alla criminalità non è diffamazione


                  La singolar tenzone legale tra il Boss delle Cerimonie e il sottosegretario alla Giustizia finisce con la vittoria schiacciante del renziano ed ex Sel Gennaro Migliore. Non è diffamazione collegare la Sonrisa alla camorra né ricordare, come fece Migliore in un’interrogazione parlamentare presentata insieme all’esponente di Sel Arturo Scotto, che la trasmissione cult di Real Time si svolge in un hotel di Sant’Antonio Abate che in passato ha ospitato ben altro tipo di matrimoni rispetto a quelli ‘trash’ ma innocui mandati in onda. Come quello “tra Marianna Giuliano, figlia di Luigi Giuliano capo dell’omonimo clan, e Michele Mazzarella figlio del boss di Santa Lucia”. Un matrimonio celebrato nel 2004, “servito – scrissero i parlamentari sulla base di documentazione giudiziaria – a creare un’alleanza tra le due famiglie e dimostrare al quartiere napoletano di Forcella la forza ed il potere che insieme i due clan erano in grado di raggiungere”.


                  Antonio Polese (ma il vero nome è Tobia), il Boss delle Cerimonie ormai diventato una celebrità, querelò. Ma il 17 febbraio il Gup di Napoli Eliana Franco ha archiviato. Escono indenni anche Scotto, la testata web Retenews24 che ha pubblicato il 14 gennaio 2014 un articolo sull’interrogazione, e il dirigente di Sel Andrea De Martino che l’ha commentata. Difesi da un pool di avvocati tra i quali Alfonso Vozza e Bruno Larosa, i politici e i giornalisti autori di un pezzo firmato sotto pseudonimo sono stati prosciolti senza la noia di un processo, che pure il pm riteneva inutile.

                  L’interrogazione, va detto, era durissima. Riferiva dei legami tra il proprietario della maxi-struttura e le organizzazioni criminali. Legami intensificati grazie “alla cerimonia di nozze tra Gioacchino
                  Fontanella
                  e Maria Carfora, appartenenti entrambi alle cosche di Sant’Antonio Abate”. Una nota dei parlamentari ribadì che “secondo gli inquirenti il patron del Grand Hotel La Sonrisa avrebbe
                  sfruttato l’antica camorra contadina, ovvero quella che faceva affari con la macellazione abusiva e con il mercato del latte e delle mozzarelle che imponevano ai commercianti.

                  Anni fa Polese fu sospettato anche di avere rapporti con il boss Raffaele Cutolo e di nasconderne presso la Sonrisa una sorella, ma le perquisizioni eseguite dalle forze dell’ordine non diedero conferma a questa ipotesi”.

                  Donna Rosetta Cutolo non fu trovata lì, ma i rapporti tra Polese e Cutolo sono provati da una sentenza definitiva di condanna di don Antonio a due anni e sei mesi per favoreggiamento reale al capo della Nco. Polese infatti insieme a due complici acquistò l’ex castello mediceo di Ottaviano in favore di Cutolo. La sentenza risale al 1987, è passata in giudicato ed è richiamata dal Gup nel provvedimento di archiviazione.


                  “La circostanza, dedotta dall’opponente – scrive il giudice – di essere persona offesa nell’ambito di un procedimento per estorsione, ovviamente non incide sul contenuto del riferito giudicato né è idoneo a rendere diffamatorie le notizie contenute nell’articolo oggetto di denuncia”. Articolo che per il Gup è conforme “all’interpretazione ed applicazione dei consolidati principi giurisprudenziali in materia di diritto di cronaca giornalistica e di diritto di critica politica” anche nella parte in cui sottolinea che la Sonrisa è stata sequestrata per reiterati abusi edilizi seriali, per i quali è in corso un processo per lottizzazione abusiva, e nella parte in cui i parlamentari chiedono al governo Renzi “se si ritenga opportuno che ad una struttura posta sotto sequestro giudiziario per abusivismo edilizio venga concesso ospitare le registrazioni di un programma televisivo e di guadagnare ulteriormente economicamente grazie alla pubblicità derivante dal docureality”.

                  notizia da: ilfattoquotidiano.it

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                    #10
                    Originally posted by Semiramide View Post
                    Mi viene da pensare che evidentemente gli equilibri interni alle "organizzazioni" e le alleanze varie tra loro sono cambiate, così il procedimento per abuso edilizio è saltato fuori, visto che tale abuso è evidente da anni e non è spuntato solo ieri come i funghi.....

                    Giusto per capire meglio di che si tratta riporto un articolo giornalistico del 2016 illuminante sul tipo di affari e interessi legata al business in questione.



                    Camorra, il “Boss delle cerimonie” querela e perde. Collegare la “Sonrisa” alla criminalità non è diffamazione


                    La singolar tenzone legale tra il Boss delle Cerimonie e il sottosegretario alla Giustizia finisce con la vittoria schiacciante del renziano ed ex Sel Gennaro Migliore. Non è diffamazione collegare la Sonrisa alla camorra né ricordare, come fece Migliore in un’interrogazione parlamentare presentata insieme all’esponente di Sel Arturo Scotto, che la trasmissione cult di Real Time si svolge in un hotel di Sant’Antonio Abate che in passato ha ospitato ben altro tipo di matrimoni rispetto a quelli ‘trash’ ma innocui mandati in onda. Come quello “tra Marianna Giuliano, figlia di Luigi Giuliano capo dell’omonimo clan, e Michele Mazzarella figlio del boss di Santa Lucia”. Un matrimonio celebrato nel 2004, “servito – scrissero i parlamentari sulla base di documentazione giudiziaria – a creare un’alleanza tra le due famiglie e dimostrare al quartiere napoletano di Forcella la forza ed il potere che insieme i due clan erano in grado di raggiungere”.


                    Antonio Polese (ma il vero nome è Tobia), il Boss delle Cerimonie ormai diventato una celebrità, querelò. Ma il 17 febbraio il Gup di Napoli Eliana Franco ha archiviato. Escono indenni anche Scotto, la testata web Retenews24 che ha pubblicato il 14 gennaio 2014 un articolo sull’interrogazione, e il dirigente di Sel Andrea De Martino che l’ha commentata. Difesi da un pool di avvocati tra i quali Alfonso Vozza e Bruno Larosa, i politici e i giornalisti autori di un pezzo firmato sotto pseudonimo sono stati prosciolti senza la noia di un processo, che pure il pm riteneva inutile.

                    L’interrogazione, va detto, era durissima. Riferiva dei legami tra il proprietario della maxi-struttura e le organizzazioni criminali. Legami intensificati grazie “alla cerimonia di nozze tra Gioacchino
                    Fontanella
                    e Maria Carfora, appartenenti entrambi alle cosche di Sant’Antonio Abate”. Una nota dei parlamentari ribadì che “secondo gli inquirenti il patron del Grand Hotel La Sonrisa avrebbe
                    sfruttato l’antica camorra contadina, ovvero quella che faceva affari con la macellazione abusiva e con il mercato del latte e delle mozzarelle che imponevano ai commercianti.

                    Anni fa Polese fu sospettato anche di avere rapporti con il boss Raffaele Cutolo e di nasconderne presso la Sonrisa una sorella, ma le perquisizioni eseguite dalle forze dell’ordine non diedero conferma a questa ipotesi”.

                    Donna Rosetta Cutolo non fu trovata lì, ma i rapporti tra Polese e Cutolo sono provati da una sentenza definitiva di condanna di don Antonio a due anni e sei mesi per favoreggiamento reale al capo della Nco. Polese infatti insieme a due complici acquistò l’ex castello mediceo di Ottaviano in favore di Cutolo. La sentenza risale al 1987, è passata in giudicato ed è richiamata dal Gup nel provvedimento di archiviazione.


                    “La circostanza, dedotta dall’opponente – scrive il giudice – di essere persona offesa nell’ambito di un procedimento per estorsione, ovviamente non incide sul contenuto del riferito giudicato né è idoneo a rendere diffamatorie le notizie contenute nell’articolo oggetto di denuncia”. Articolo che per il Gup è conforme “all’interpretazione ed applicazione dei consolidati principi giurisprudenziali in materia di diritto di cronaca giornalistica e di diritto di critica politica” anche nella parte in cui sottolinea che la Sonrisa è stata sequestrata per reiterati abusi edilizi seriali, per i quali è in corso un processo per lottizzazione abusiva, e nella parte in cui i parlamentari chiedono al governo Renzi “se si ritenga opportuno che ad una struttura posta sotto sequestro giudiziario per abusivismo edilizio venga concesso ospitare le registrazioni di un programma televisivo e di guadagnare ulteriormente economicamente grazie alla pubblicità derivante dal docureality”.

                    notizia da: ilfattoquotidiano.it
                    Si facile..... là sono altre realtà da quelle che immaginiamo....


                    Anche se facilmente INTUIBILI dai su...

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                      #11
                      Sui social la notizia è diventata virale in pochi minuti, perché l'hotel ristorante "La Sonrisa", noto al grande pubblico come il "Castello delle Cerimonie", era diventato il simbolo di una nota serie tv di Real Time. La Corte di Cassazione ha sancito la confisca dell'hotel ristorante. Ma la famiglia proprietaria annuncia di voler fare ricorso alla Corte di Strasburgo. La struttura si trova a Sant'Antonio Abate, in provincia di Napoli, dove ora crescono i timori per il futuro di oltre 200 famiglie: tanti sono i lavoratori che negli anni hanno fatto affidamento sulla florida attività messa in piedi da Antonio Polese, il patron che aveva creato dal nulla un business basato sulle nozze-show





                      La vicenda giudiziaria della "Sonrisa" è iniziata nel 2011. All'epoca gli inquirenti contestarono una lunga serie di abusi edilizi realizzati a partire dal 1979 su un'area ampia oltre 40mila metri quadrati. Ora la definitiva confisca riguarda gli immobili e i terreni su cui sorge la struttura ricettiva, destinati a essere acquisiti nel patrimonio immobiliare del Comune. Due le opzioni a disposizione dell'amministrazione comunale: demolirla o utilizzarla, ma solo a scopi di pubblica utilità. Con la sentenza emessa nel 2016 dal Tribunale di Torre Annunziata vennero condannati a un anno di reclusione (pena sospesa) Rita Greco, morta nell'agosto 2020 a 80 anni, moglie del patron Antonio Polese (anche lui deceduto all'età di 80 anni, il primo dicembre 2016), e Agostino Polese, fratello di Antonio, che rivestiva la carica di amministratore della società. La sentenza di primo grado venne però riformata in parte, dalla Corte d'appello di Napoli e da ieri è passata in giudicato, con il pronunciamento degli ermellini che hanno anche sancito la prescrizione dei reati contestati agli indagati.

                      Di ingiustizia parla, a nome della famiglia dei proprietari, Ciro Polese: "Riteniamo di aver subito un'ingiustizia, che forse la Cassazione non ha neanche letto le carte e che sia stata fatta una valutazione a senso unico. Stiamo considerando con gli avvocati cos'altro fare, credo che ci appelleremo alla Corte di Strasburgo".
                      .

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                        #12
                        Che poi.. alla corte di strasburgo... questi avevano difficoltà a parlare italiano.... quanti interpreti serviranno?

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                          #13
                          Originally posted by Semiramide View Post
                          Il programma in onda su Real Time da diversi anni adesso è a rischio cancellazione: cosa potrebbe succedere

                          Il Castello delle Cerimonie chiude e con lui si chiude un'epoca. Mai più nuove puntate di uno dei programmi più trash della televisione italiana su Real Time o su altre reti, mai più abiti esagerati e mai più la famiglia Polese e i suoi istrionici componenti in tv.

                          A chiudere infatti non è solo il Castello delle Cerimonie in quanto trasmissione televisiva, ma proprio il ristorante La Sonrisa. Ovvero il vero castello delle cerimonie. Il motivo è strettamente legato all'attualità e non c'entra con crisi economiche di varia natura.

                          Il ristorante La Sonrisa è infatti stato confiscato. La confisca riguarda tanto i terreni quanto gli immobili, quindi tutto il complesso del Castello delle Cerimonie. Il provvedimento è datato 2016, ma è diventato esecutivo solo adesso e riguarda abusi edilizi su un'area di circa 40mila metri quadrati messi in atto sin dal 1979. Insomma, non si può certo dire che tutto sia stato repentino e avvenuto in segreto. Anzi, l'occhio delle telecamere ha sempre indagato eccome. Eppure si è arrivati solo oggi alla confisca.

                          A finire nei guai era stata Rita Greco nel 2016, anno della sentenza emessa dal Tribunale di Torre Annunziata: la moglie ormai defunta dell'altrettanto scomparso don Antonio Polese era stata condannata a un anno di reclusione con pena sospesa. Con lei aveva ricevuto la stessa condanna anche Agostino Polese, ovvero lo "zio Agostino" nel programma tv.

                          Adesso cosa succede? Terreni e immobili sono confiscati e, dopo il dovuto iter burocratico, passeranno nelle disponibilità del Comune di Sant'Antonio Abate. Il dato di fatto è che potrebbe realmente essere finita in questo modo un'epoca televisiva. Anche se, trattandosi di fatto di un’attività imprenditoriale che quindi dà lavoro ad una serie di figure professionali, potrebbe essere mantenuta l’attività per garantire la continuità occupazionale a chi lavora per la struttura e per garantire i contratti già in essere. Compresi quelli televisivi.

                          notizia da: quotidiano.net
                          Che strano... Ci sarà stato un errore di comunicazione nella procedura di sanatoria.... pensati abusivo

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                          • Font Size
                            #14
                            Originally posted by Semiramide View Post
                            Il programma in onda su Real Time da diversi anni adesso è a rischio cancellazione: cosa potrebbe succedere

                            Il Castello delle Cerimonie chiude e con lui si chiude un'epoca. Mai più nuove puntate di uno dei programmi più trash della televisione italiana su Real Time o su altre reti, mai più abiti esagerati e mai più la famiglia Polese e i suoi istrionici componenti in tv.

                            A chiudere infatti non è solo il Castello delle Cerimonie in quanto trasmissione televisiva, ma proprio il ristorante La Sonrisa. Ovvero il vero castello delle cerimonie. Il motivo è strettamente legato all'attualità e non c'entra con crisi economiche di varia natura.

                            Il ristorante La Sonrisa è infatti stato confiscato. La confisca riguarda tanto i terreni quanto gli immobili, quindi tutto il complesso del Castello delle Cerimonie. Il provvedimento è datato 2016, ma è diventato esecutivo solo adesso e riguarda abusi edilizi su un'area di circa 40mila metri quadrati messi in atto sin dal 1979. Insomma, non si può certo dire che tutto sia stato repentino e avvenuto in segreto. Anzi, l'occhio delle telecamere ha sempre indagato eccome. Eppure si è arrivati solo oggi alla confisca.

                            A finire nei guai era stata Rita Greco nel 2016, anno della sentenza emessa dal Tribunale di Torre Annunziata: la moglie ormai defunta dell'altrettanto scomparso don Antonio Polese era stata condannata a un anno di reclusione con pena sospesa. Con lei aveva ricevuto la stessa condanna anche Agostino Polese, ovvero lo "zio Agostino" nel programma tv.

                            Adesso cosa succede? Terreni e immobili sono confiscati e, dopo il dovuto iter burocratico, passeranno nelle disponibilità del Comune di Sant'Antonio Abate. Il dato di fatto è che potrebbe realmente essere finita in questo modo un'epoca televisiva. Anche se, trattandosi di fatto di un’attività imprenditoriale che quindi dà lavoro ad una serie di figure professionali, potrebbe essere mantenuta l’attività per garantire la continuità occupazionale a chi lavora per la struttura e per garantire i contratti già in essere. Compresi quelli televisivi.

                            notizia da: quotidiano.net
                            E adesso tutte le coppie sobrie che amano fare una festa intima e elegante dove vanno con la carrozza a festeggiare?

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                              #15
                              E Chissà dove avevano preso i soldi x costruirlo

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