La 1199 Panigale spogliata delle carene ci mostra la tecnica nel dettaglio
Da MOTOBLOG
Ci sono molti appassionati che hanno voglia di conoscere, sapere e confrontare la 1199 Panigale con il resto della produzione e con le moto da gara dela stessa Ducati. Vista cos? come l’hanno presentata, per?, ? difficile andare a carpire i segreti del suo piccolo telaio monoscocca, ed ? per questo che vi pubblichiamo i render ufficiali della moto definitiva e ignuda, direttamente dai programmi CAD di Borgo Panigale.
Vero e proprio pornomotociclismo, la 1199 senza veli appare bella come quando ha su le carene. In Ducati hanno sempre saputo colpire anche da questo punto di vista, ma andiamo a verificare pi? nel dettaglio la tecnica del mezzo. La vista laterale ? dominata ovviamente dal motore, che risulta essere la parte pi? voluminosa dell’intera moto.
Da questa prospettiva notiamo quanto ? sistemato pi? in alto e avanti rispetto alla 1198 - ? pi? avanti di 32mm e ruotato in senso antiorario di 6 gradi - e quanto questo tenga unita tutta la ciclistica anche dal punto di vista estetico. Il telaio per? ? l’elemento che pi? incuriosisce, e solo ora notiamo quanto quest’ultimo ? simile al monoscocca gi? visto in MotoGP sulla GP09 di Casey Stoner e derivate, soprattutto nella parte del cannotto di sterzo.
La versione stradale del sistema airbox-telaio che regge l’anteriore ha una forma leggermente pi? regolare rispetto a quello da gara, e si infulcra sulle estremit? delle due teste. A Rafforzare la struttura si unisce il telaietto per sella e codino che ? un piccolo capolavoro, anch’esso in alluminio che abbraccia la testa posteriore fino ad arrivare appena dietro il sedere del pilota, non c’? bisogno di integrarlo troppo al codino perch? si tratta di una moto monoposto. Le pedane del passeggero sono - assieme al fulcro del forcellone - un elemento davvero splendido alla vista, ancorate alla parte posteriore del basamento come tutte le Ducati Superbike degli ultimi anni.
lo scarico cammina basso, e notiamo il disegno dei collettori che vanno a raccordarsi nella parte destra sotto al basamento. La visuale sinistra ? invece dominata dalla molla del monoammortizzatore posizionata fra l’estremit? del forcellone e il gruppo termico posteriore. Scelta obblicata perch? lo carico basso obbliga il passaggio dei collettori centralmente, fra la ruota posteriore ed il motore, attraversando il forcellone molto pi? massiccio che in passato.
Una vista dalla distanza invece ci fa capire quanto le dimensioni di questa moto sono compatte. La musa ispiratrice ? sicuramente la RSV4, da questo punto di vista, e quanto il lavoro di centralizzazione delle masse sia stato condotto con cura certosina. Sar? da verificare in pista la bont? di tutto questo pop? di innovazione, che per una moto stradale ci risulta totalmente inedito, ma nelle competizioni ha gi? scritto un capitolo, neppure tanto bello a dir la verit?. Attendiamo i primi test ufficiali sulla Stock 1000 per giudicare.
Da MOTOBLOG
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Ci sono molti appassionati che hanno voglia di conoscere, sapere e confrontare la 1199 Panigale con il resto della produzione e con le moto da gara dela stessa Ducati. Vista cos? come l’hanno presentata, per?, ? difficile andare a carpire i segreti del suo piccolo telaio monoscocca, ed ? per questo che vi pubblichiamo i render ufficiali della moto definitiva e ignuda, direttamente dai programmi CAD di Borgo Panigale.
Vero e proprio pornomotociclismo, la 1199 senza veli appare bella come quando ha su le carene. In Ducati hanno sempre saputo colpire anche da questo punto di vista, ma andiamo a verificare pi? nel dettaglio la tecnica del mezzo. La vista laterale ? dominata ovviamente dal motore, che risulta essere la parte pi? voluminosa dell’intera moto.
Da questa prospettiva notiamo quanto ? sistemato pi? in alto e avanti rispetto alla 1198 - ? pi? avanti di 32mm e ruotato in senso antiorario di 6 gradi - e quanto questo tenga unita tutta la ciclistica anche dal punto di vista estetico. Il telaio per? ? l’elemento che pi? incuriosisce, e solo ora notiamo quanto quest’ultimo ? simile al monoscocca gi? visto in MotoGP sulla GP09 di Casey Stoner e derivate, soprattutto nella parte del cannotto di sterzo.
La versione stradale del sistema airbox-telaio che regge l’anteriore ha una forma leggermente pi? regolare rispetto a quello da gara, e si infulcra sulle estremit? delle due teste. A Rafforzare la struttura si unisce il telaietto per sella e codino che ? un piccolo capolavoro, anch’esso in alluminio che abbraccia la testa posteriore fino ad arrivare appena dietro il sedere del pilota, non c’? bisogno di integrarlo troppo al codino perch? si tratta di una moto monoposto. Le pedane del passeggero sono - assieme al fulcro del forcellone - un elemento davvero splendido alla vista, ancorate alla parte posteriore del basamento come tutte le Ducati Superbike degli ultimi anni.
lo scarico cammina basso, e notiamo il disegno dei collettori che vanno a raccordarsi nella parte destra sotto al basamento. La visuale sinistra ? invece dominata dalla molla del monoammortizzatore posizionata fra l’estremit? del forcellone e il gruppo termico posteriore. Scelta obblicata perch? lo carico basso obbliga il passaggio dei collettori centralmente, fra la ruota posteriore ed il motore, attraversando il forcellone molto pi? massiccio che in passato.
Una vista dalla distanza invece ci fa capire quanto le dimensioni di questa moto sono compatte. La musa ispiratrice ? sicuramente la RSV4, da questo punto di vista, e quanto il lavoro di centralizzazione delle masse sia stato condotto con cura certosina. Sar? da verificare in pista la bont? di tutto questo pop? di innovazione, che per una moto stradale ci risulta totalmente inedito, ma nelle competizioni ha gi? scritto un capitolo, neppure tanto bello a dir la verit?. Attendiamo i primi test ufficiali sulla Stock 1000 per giudicare.
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